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Amicizia 22 aprile 2010 · lettura 1 min · 3133 letture

La Pipa

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Francesco Fabris Manini 341 poesie pubblicate
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Quando la coglie dalla rastrelliera, come un fiore dal suo giardino, è mano che vuol la compagnia d'un'amante da non lasciare sola, e l'accarezza per evocar ricordi, pensieri grevi e sonnolenze assorte e a questa sinuosa sua consorte dà amori senza ferite e senza soste. E ripensa ad ore ed ore in tanti luoghi, dentro o fuori dal suo tempo, lungo sentieri solitari, nell'aria lieta di profumi arcani. E la stringe delicata nel suo palmo e sente quel tepore che riscalda mentre assorto va il suo sguardo a tinte di noce, di mogano e di ambra.
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Con l'inverno questo splendido oggetto si rianima regalando intimi caldi tepori4 novembre 2011
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L'autore
Francesco Fabris Manini

Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig

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Commenti (8)

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Raggioluminoso22 aprile 2010

Una lirica emozionante, deliziosa, entusiasmante. Oltre la descrizione del prendere la pipa, l'atto dello stringere un oggetto così particolare, vi sono le emozioni che ne scaturiscono. Una pipa è un oggetto magico, ispira forti sensazioni, racchiude odori e sapori che sanno di incanto. L'odore emanato reca profonda piacevolezza e ci si lascia pervadere da flussi di pensiero che vanno oltre il reale, tuffandosi nella triade del tempo ove il sogno è in attesa. Lirica piaciutissima, sia per la composizione dei versi, che risultano dolci e delicati, sia per il contenuto. Apprezzatissima!

Danielinagranata22 aprile 2010

molto originale e ben scritta si percepisce l'odore molto bella

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Maria Rosy22 aprile 2010

adoro gli uomini che fumano la pipa e mai che sia mai ne ho avuto uno che bella poesia mi sembra di sentirne il... profumo applauso

Moreno il Duca22 aprile 2010

poesia molto bella e originale e affascinante, quel gusto, quell'aroma che emana la pipa, mi hai fatto odorare il suo profumo, bravo complimenti

Silvia De Angelis22 aprile 2010

Alcuni oggetti personali racchiudono un particolare fascino e rievocano momenti e situazioni già vissute, nonché, col loro calore, elargiscono attimi di piacevole familiarità... Originale lirica, molto ben elaborata e davvero apprezzata

Berta Biagini22 aprile 2010

Sono tornata all'età di dieci anni quando ammiravo il nonno mentre riempiva la pipa, certa che da lì a poco avrei sentito un forte profumo che mi avrebbe fatto diventare una gattina a forza di annusare. Ancor oggi appena sento la scìa vado in brodo di giuggiole. Versi molto molto delicati.

Barbara Rossi22 aprile 2010

Poesia particolarissima ed originale... un aroma che si respira dai tuoi versi Complimenti!

E' un vero e proprio rito, quello di "caricare" la pipa. L'atto di prendere il tabacco con le dita, a piccoli pizzichi, per riempire il fornello in strati progressivi, con movimenti delicati per non comprimere troppo il tabacco, che già, mentre lo sfiori con i polpastrelli, diffonde il suo aroma, che tra, poco diverrà più intenso, al calore dell'accensione. Aspiri, per alimentare lentamente la brace, pigiando progressivamente perché mantenga il suo ardore, mentre le tue labbra accarezzano il bocchino e socchiudi gli occhi, aspirando, lasciandoti avvolgere in una nuvola di aromatico piacere, mentre il gatto, accucciato ai tuoi piedi, ti culla con il suo "ron ron". Non è ancora estasi, ma già le si avvicina...