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Riflessioni 27 aprile 2010 · lettura 1 min · 2204 letture

Sabato antico

F
Francesco Fabris Manini 341 poesie pubblicate
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Erano voci come nuove dall'attesa, tra cortili, portici e fragili balconi e più in alto ai sentieri, ai tenui colli, con allegri suoni di campane e di ultimi mestieri. Brulicava il borgo di volti un po' diversi, pronti a vestire gli abiti migliori e da dentro gli usci d'osterie gli strepiti erano lieti come per magia. Scorreva nelle vie un'aria frizzantina, irrequieta e vivace che faceva compagnia anche a chi unico taceva senza una voglia di attendere qualcosa. Ancor oggi la memoria è lieve, talvolta nuova, di quei meriggi del sabato verso la sera, come una voglia di tenere compagnia a chi lontano è ancora, in solitudine e in attesa.
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L'autore
Francesco Fabris Manini

Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig

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Commenti (8)

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Pp27 aprile 2010

Quanto è bella, da leggere e rileggere e trovarsi in quello che descrivi, versi sempre mirabilmente scritti... Complimenti!

Raggioluminoso27 aprile 2010

Le percezioni fanno da padrone in questi versi. Un sabato antico, memorie di giovialità vissute nelle vie di un borgo così romantico, dolce e lieve, come i colli che fan da corolla, come candide piume che svolazzano gaie nella memoria nostalgica. Tempi persi nel vissuto di ieri, ma sempre vivi nella mente. Versi che sommergono il lettore di emozioni, tanto che si ritrova anch'egli a camminar fra volti gaudendti, incitando all'allegria anche chi ha il cuore spento. Letteralmente catturata da quest'aria di fanciulezza e di festa. Bellissima!

Danielinagranata27 aprile 2010

Le poesie di questo autore ti trasportano in un mondo pieno di emozioni è bellissima da avvolgere in un bel fiocco rosso

Silvia De Angelis27 aprile 2010

Sabati antichi, giovanili, pieni di vitalità che sprizza gioiosa in un borgo pieno di fascino e sensazioni che, anche nel presente, donano, nel ricordo, intenso brio... Piaciutissima lirica

Moreno il Duca27 aprile 2010

bellissima un susseguirsi di emozioni nelle vie dei borghi dove ci hai portato per vedere le meraviglie e la felicità della giovinezza

Kiaraluna27 aprile 2010

Una struggente carrellata d'emozioni dal sapore davvero antico, tradizioni mestieri e valori rimasti solo nella memoria degli ultimi saggi. Bellissima poesia, apprezzatissima

E' quell'atmosfera che si respirava anche nei quartieri antichi delle città, prima che diventassero megalopoli tecnologiche e tristi... come quando, dalle finestre di casa mia, anziché vedere i convogli della metropolitana in superficie, osservavo le greggi, che dai prati tornavano all'ovile. Che nostalgia...

Azar Rudif28 aprile 2010

Vesi che raccolgono e rimandano al lettore quelle sensazioni che fanno da atmosfera e da sottofondo a borghi e villaggi di antica memoria ove la vita era molto diversa. Il tempo scorreva con altri ritmi e gli spazi erano diversi. Da conservare