Dai vetri
Dai vetri che fissano
l'inverno rintraccio
le mie orme
E' la calda coperta
della tua voce, madre
che mi sollecita
al risveglio
Chino su di me è
il tuo ambrato sguardo
dai verdi riflessi.
Ancora la luce
delle tue pupille
mi scruta e ritrova
la bambina che sempre
palpita in me.
I giorni passano
e logorano il mio corpo
che, ormai stanco,
fugge verso
il perduto passato.
Tu ora sei oltre
lo spazio dei sogni
hai consumato la tua luce.
Ma, ti prego, fai vibrare
ancora la lampada
di quella bambina.
Caccia le ombre
dal suo cuore, come allora.
Confortala ancora e ancora
con l'incanto
della tua voce di vento.
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