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Natura 5 maggio 2010 · lettura 1 min · 2565 letture

Notte d'estate sul grande fiume

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Francesco Fabris Manini 341 poesie pubblicate
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Oltre filari e siepi tra campi di coltivi e fradici alneti d'acqua intrisi, sotto la stagione del grande cielo e con la luce del più rosso sole, s'attardano le sere ai fuochi dei falò dall'uno all'altro argine del fiume. In danze s'accompagnano gli amanti, ai violini di balere galleggianti, tra lumini fiochi e cicale fritinnanti e con le rane a gracidare incontri. Lento e severo il grande fiume scende e come un tempo e oggi ancora s'attarda a ricordare quelle sponde d'uomini, d'amori e canti a tarda ora.
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Gli incanti della notte che non mutano, oggi come ieri, sulla rive del grande fiume Po, ricco di storia e di tradizioni14 gennaio 2011
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L'autore
Francesco Fabris Manini

Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig

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Commenti (6)

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P
Pp5 maggio 2010

Suggestiva lirica, si legge e ci si compenetra nella natura da te disegnata. sempre !

Calogero Pettineo5 maggio 2010

Bellissima, mi ha fatto ricordare di quando ero bambino allorché in riva al mare in un giorno d'agosto si accendevano i falò e si ballava fino a atrda notte. Splendidi versi. Grazie per l'attimo di ricordo.

Silvia De Angelis5 maggio 2010

Immagini e rumori del passato che si riflettono, con la loro intensità, sul presente, riportando la mente a momenti piacevolmente trascorsi... indimenticabili e molto cari... Piaciutissima lirica

Le civiltà dei fiumi, che dalla preistoria ai giorni... quasi nostri si adagiavano sulle sue sponde, adattandosi al fluire denso e costante dell'acqua, che genera vita, ma che a volte si ribella, impennandosi ed esondando con improvvisa rabbia, trascinando le speranze con la sua piena, che tutto travolge senza pietà... Che emozione, Francesco!

Raggioluminoso6 maggio 2010

Una descrizione da incanto, pare di essere dentro questa lirica che diviene quadro. E sulle sponde di quel fiume si ripercorrono i tempi delle vite e sentieri mai dimenticati alle luci instabili di quei fuochi così caldi e vivaci. Una danza di uomini e natura, un amoreggiar lieto e magico contornato da piante acquatiche che con i rami arrivano a carezzare la superficie dell'acqua. Una lirica bellissima, la appendo alle pareti del mio cuore. Apprezzatissima!

F
Franca Canfora7 maggio 2010

Poesia che regala un momento magico, emozionante, cesellato con maestria e con eleganza. Splendida.