Chissà se stai dormendo
Ti ho incontrata centinaia di volte,
e sfiorandoti ti ho dimenticata,
tra le spiaggie della mia adolescenza,
nelle righe di un diario bruciato.
Tu mi hai osservato tra decine di sguardi
e poi mi hai scordato.
Il treno che ho perso su cui viaggiavi,
lo sguardo a un semaforo che diventa verde.
Era mattina quando rientravo e tu stavi uscendo
era l'estate su spiagge d'inverno.
Hai ballato con me decine di volte
e mi sei sfuggita nelle luci spente,
ho perso il tuo numero, il coraggio di farlo,
l'alba che dovevamo guardare insieme
quell'attimo magico che tutto contiene.
Eppure ogni notte mi stai pensando
mentre appoggi il mio stesso libro sul comodino,
se guardi quel film vecchio che nessuno capisce,
quando balli sola e il vuoto si gremisce.
Hai accettato che altre vite t'invadessero
parlavano di colori brillanti che il tempo ha sbiadito,
le ho vissute anch'io lasciandomi ferire,
viaggiavano in orbite distorte
su pentagrammi sordi che ti sei piegata a comprendere.
Hai vissuto per aspettarmi, senza conoscermi,
ed io posso solo vederti morire
tra le braccia di un vecchio,
le mie parole che volano sulla brezza
e si intingono nel mare, non ti arrivano
mentre l'aria fresca che volevi respirare
si strozza in gola lasciandoti annegare.
©
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