Borderline
C'è un fascio di luce rapito dal mare
dai venti e dai sogni lontani,
nel freddo notturno, nel quieto parlare
risplende di lacrime e mali.
Nell'abisso della coscienza si nutre di fango
di melma e di flutti angoscianti,
le celle della memoria stanotte non sprango
mi perdo in ricordi distanti.
Questo volto che è cambiato altre mille volte
e si è arreso a cento occhi,
si riflette in uno specchio d'immagini accolte
da lacrime e sordi rintocchi.
Osserverò ancora scivolare via dalla mia vita
frammenti, cose e persone:
nel gelo feroce assorbirò quella luce fuoriuscita
per irradiare ferite e confusione.
©
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