Zahir

Nel languido assopir della sera
alzo lo sguardo al ciel
prima che annera.
Brilla nel manto, quasi corvino
l'unica stella
che sparirà al mattino.
E Morfeo tarda il suo solito apparir
forse indaffarrato o costretto
tra altre braccia pronte al dormir.
Un battito di ciglia come ali
scalza qualche goccia
allontanando i miei mali.
Cuore mio, mi fai gran pena
non trovi pace
e il capo tuo feroce si dimena.
Pensieri di brace il tuo capo arroventa
scarlatte parole
che le tue labbra lamenta.
Anima mia, errante vai
tremi la paura
di non avere il suo cuore mai.
Come rimbomba, come echeggia
quel nome dolcissimo
che nella tua alma aleggia.
Rimango sveglia, io voglio sentir
il nome del mio amato
il nome del mio Zahir.
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