Non hai l'età

Banchetta il tatto molle
sul panneggio rosseggiante.
Il vivido colore alpeggia
tono su tono.
Caldera di colori
le gote tue vermiglie.
Richiamano canti agresti
i panni tersi al sole.
Delle tue velleità
il tempo
si fece beffe.
Riposi terso in mare
di ondulate spighe.
Il giorno viene e va,
la notte chiude
ed esce.
Sospiri e voluttà,
promesse un po' bevute.
Del tempo dell'amore
lucidi ancor le mele.
Rapito scompigli
gli occhi
e mi rubi un bacio.
Che fai ragazzo mio?
Tu non hai l'età.
Ora il ricordo è eccelso
del sapor solo assonnato.
Scivola ormai incessante
il dito tuo
nel guado.
Striscia succulente e
ingordo, le mani mie
attorciglia.
Spremi preziose linee
sui mari e gli alti monti.
Tu segni, mio marinaio,
la tua via maestra,
scorri la mano acerba
sul timone d'oro.
Ti condurrò per luoghi
mai prima conosciuti,
ti lasci la paura e
non ti freni il tempo.
Infrangi forte il vento,
con la tua forte vela.
Seguirò la rotta ed
il tuo forte schianto.
Vedrai, vedrai
Al canto mio flautato
non si desiste mai,
ti lascerà incantato.
©
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