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Impressioni 18 maggio 2010 · lettura 1 min · 9375 letture

Tra i ricordi di lavandaie

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Francesco Fabris Manini 341 poesie pubblicate
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Scendono da ammuffite case di paese su ciottoli di stradine scivolose giù alla riva in mezzo al sole, con conche e gonfi panni, le vecchie donne e le giovani ridenti. In ginocchio sull'acqua silenziosa lavano e picchiano stracci e pelli e morbidi i fianchi danzano suadenti con sbirciati richiami a voglie di passanti. Sciorinano impertinenti le giovani vezzose con inviti a camminare senza rumore e poi a danzare su prati verdi in una festa distesa di colore. Le vecchie cedono a risi lontani, come il tempo, senza rancore, di voluttà passate e di canzoni, in meriggi di siepi a margine dei clivi.
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Ho passato la giovinezza in un paese affacciato su di un lago dove i ritmi lenti e non affannati si prestavano meravigliosamente all'osservazione della vita nel suo proporsi quotidiano10 gennaio 2011
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L'autore
Francesco Fabris Manini

Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig

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Commenti (7)

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Giovanna De Santis18 maggio 2010

il ricordo delle lavandaie in versi di vivide immagini, stupenda poesia complimenti alla tua bravura Francesco lirica in un susseguire di scene apprezzatissima e piaciuta tanto

Nicola Melis18 maggio 2010

é veramente bello immaginarsele così queste indaraffatissime Massaie, magari sparlavano un po' di tutti, ma le preferisco lo stesso a molte casalinghe d'oggi che nei lunghi pomeriggi si intontiscono con programmi tv veramente sconci... profumati e solari versi degni d'attenzione.

Moreno il Duca18 maggio 2010

il ricordo delle lavandaie che bei tempi quando al fiume lavavano i panni nelle acque fresche e cristalline dei torrenti una occasione per parlare e ridere fra amiche spettegolando il più delle volte le hai dipinte in modo egregio

Raggioluminoso18 maggio 2010

"Le ammuffite case di paese" rendono ancor di più la leggiadria delle giovinette che con le loro aggraziate movenze scendono alla riva del fiume - e par di vedere le vecchie donne che quasi scivolano per il loro passo incerto sulle stradine non agevoli. Si scorgono i loro sguardi vezzosi e l'allegria degli occhi che non sono "contaminati" dalla difficoltà del loro lavoro che eseguono con maestria. Vezzose quanto basta per invitar a dolci pensieri i giovanotti e le anziane a ricordar compiaciute il loro passato e complici ora del fare delle giovani. Una lirica che profuma del silenzio dell'erba. Poesia che è una vera carezza per l'animo. Splendida in tutto

Danielinagranata18 maggio 2010

un quadro di sensazioni ed emozioni ricordi del tempo andato pare di vederle attraverso i tuoi versi cosi' ben descritti molto bella

Silvia De Angelis18 maggio 2010

Uno sfondo d'altri tempi, quando la vita era davvero genuina e piena di naturale fascino... grida giosiose, fascino di momenti laboriosi in cui gaie lavandaie già pregustavano ilari momenti su prati spensierate, fra gli aromi della natura... Piaciutissima lirica

Ho fatto in tempo a vederle, le donne del paese, che scendevano in riva al lago, o andavano al lavatoio. Ridevano, cantavano, bisticciavano, tra le bolle ed il profumo di sapone di Marsiglia. Ci andavo anch'io, dando la manina alla nonna, che mi faceva lavare i fazzoletti, proprio come la filastrocca... ed io mi sentivo la più importante del mondo. Ora quel lavatoio non c'è più e la discesa al lago è stata distrutta dalle gettate di cemento del nuovo porto... Ma io sono riuscita a conservare una vecchia foto...