Frammenti di un uomo
Ho seminato frammenti di me
come si versa la cenere di una sigaretta;
in un atteggiamento o in un gesto,
nel vecchio sentiero polveroso
che porta dritto al portone delle esitazioni,
nella stanza illuminata da una livida speranza
dove ho creduto e credo ancora
le cose possano cambiare.
Ho seminato frammenti di me
come si perde la sabbia del deserto;
nel vuoto di un bicchiere pieno,
nella follia di un'incoscienza,
nello scompartimento di un vagone in movimento
dove non scorrono solo immagini improvvise
o mutazioni continue di scenari che affollano la mente,
se ne vanno anche vecchie storie
e attimi di presente già passato.
Ho seminato frammenti di me
come fa il vento, soffiando un po' ovunque.
Nei prati screziati da molteplici tinte
ho sfoggiato i migliori sorrisi.
Ho trovato la felicità;
quella che si cela fra le pieghe del mistero,
sotto ai sassi, nelle mani sporche,
in quei panorami di città scure
fuse ai cieli azzurro- oro,
nell'immensità che imprigiona le ore
spacca tutti gli orologi
e rende eterno l'ondulare degli oceani.
L'ho trovata senza cercarla e poi l'ho persa.
Ho seminato i miei frammenti
dentro ad ogni umore,
in qualunque sentimento,
nella gioia di una scoperta o nel cuore degli affetti;
in tutti quei luoghi dove sono stato anche solo una volta.
Nella piena operatività
o nel grigiore della disperazione,
in tutto quel che è bene
o nel vizio ripetuto dei peccati,
ho seminato e continuo a seminare
i fili di me stesso,
ho seminato e continuo a seminare
la trama dei miei anni.
©
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L'autore
Giuseppe Morelli
Scrivere mi aiuta a mettere in chiaro me stesso, a risanare gli equilibri; è la dimensione congeniale in cui piace perdermi... per ritrovarmi.
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