Seduto su una lurida panchina
Seduto su una lurida panchina
nel vuoto di un piccolo giardino
mi confondo fra i messaggi datati
incisi sul tronco di un pino.
Mi immergo nelle tristi ferite
come un naufrago stremato a mare,
mi immergo nella triste notte
con il vento che affila le lame.
Rivedo allestire banchetti di finta allegria
in cui regna l'incomprensione!
Brinderemo ad una nuova follia
con nelle labbra una falsa canzone!
L'aria gelata, invernale,
si mescola ad aliti e polo,
le strade si fanno di ghiaccio
e il fuoco un riparo sicuro.
Le nuvole cambiano faccia,
i camini sputano fumo,
rivivo un dolore che viene che va
con le luci che brillano al buio.
©
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L'autore
Giuseppe Morelli
Scrivere mi aiuta a mettere in chiaro me stesso, a risanare gli equilibri; è la dimensione congeniale in cui piace perdermi... per ritrovarmi.
Commenti (1)
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mfm Luigi Mancini16 gennaio 2011
Una canzone ... Peché così ...solo leggendola è giù musicale. Complimenti!