Gabbiano

Dentro gli occhi
rimane quell'immagine
che si riflette nel cuore
non vuole accettare
o capire che ormai
non ci sei.
Graffio il cielo
quando quel suono
della tua voce
che mi porta il vento
diventa ceppo d'angoscia.
Ai confini dell'abbandono
coltivo la malinconia
nel guardare le stelle
infinita prateria della vita
per non sentirmi solo.
In quel silenzio millenario
volerò
come gabbiano ferito
il resto di quei
giorni
che non ho vissuto ancora.
©
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Commenti (1)
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Raggioluminoso8 giugno 2010
Una lirica struggente che entra nelle pieghe del sentire del lettore. Immagini molto efficaci e stile ben congeniato. Una poesia che rimane impressa nel cuore del lettore. Molto apprezzata!
