Vendemmia
Raccontatemi del mondo lontano,
dove i tini ricolmi di acqua
si sgranchivano dopo il riposo.
Nei cortili scorrevano rivoli,
generati dalle loro ferite
procurate dalle doghe contratte,
fino a quando serrate tra loro
si abbracciavano ai cerchi possenti
e le botti dalla cura guarite,
ricomposte cessavan di piangere.
Raccontatemi della gioia infantile
di raccogliere i grappoli sazi,
di staccarli dalla vite sfinita
da un'estate trascorsa a ingrassarli:
sono pronti per il rito solenne,
quando a turno si gira la ruota
del congegno che premendoli a morte
libera il succo che serban in corpo.
Per sei giorni il liquore rubino
solitario si trasforma e ribolle.
Raccontatemi della festa diffusa,
il cui inizio è affidato alla nonna:
alla base del tino si china,
tira il legno con un gesto deciso
e dal passaggio non più occluso
scorre copioso il mosto.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
M
Marilena24 giugno 2006
hai descritto la vendemmia con dovizia di particolari...