Ideale
Il passero prega devoto
e becca qua e là zampettando
gli scarni semi di un miglio
a rostri gassosi – esca di prismi
pii e uncinati
Balenano tra la neve
vitale di gelo e il cobalto assopito
di luce mortifera, i pochi semi
rimasti – sopravvissuti
al superfluo
dei copioni recitati
e alle sequenze in celluloide natalizia
La linea dell'orizzonte si staglia
sempre con chiara incertezza
quando del testicolo di acquosa baldanza
e della prole sua d'infinita opulenza
rimane solo questa castagna secca
e raggrinzita che ha per nome
Ideale – suono lontano per te,
povero padre Urano, evirato scimmione!
Canticchio e fischio tra me e me,
l'alito pesante e nebbioso che s'innalza
nel gelo immoto, e faccio di sterpi e ramaglia
tra cui arranco a fatica figure d'enigma,
asterischi di follia vermiglia e rosati sorrisi
che vorrei tatuare – la mente in apnea –
sul bianco uniforme e indifferente
Presagio lontano per lande remote,
per quelle primavere improbabili
che sono l'Ideale.
©
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L'autore
Pan23
Credo nella forza e nel valore dell'Individuo, unico nella sua autodeterminazione. Io sono Colui che è. Un Individuo, non una categoria. Sono Legge e Stato di Me Stesso.
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