Ruote

Ai bimbi rotti
improvvisa è cresciuta
una sedia sulla schiena
un biglietto del destino
su un regalo non gradito
troppo tempo beffardo
per sedersi ad aspettare
per fermarsi a pensare
e con i sensi amplificati
mani e piedi da scaldare
e la testa furibonda
corrono oltre il banale
così veloci da superare
i loro stessi pensieri
dal basso ad osservare
le tue stupide e sciocche paure
e se tutti i bimbi rotti
avessero il tuo corpo
anche per poche ore
rotolandosi nudi nel ghiaccio
sulla neve e nel mare
si lascerebbero godere
non vorrebbero far sesso
ma abbracciarsi e far l'amore
Ti guardano, i bimbi rotti
così per come sei
e sei sempre troppo giovane
per apprezzare la fortuna
di poter pisciare in piedi
dire che vuoi star solo
senza sempre qualcuno
che ti debba accompagnare
là dove un uomo piange
e non ci vuole nessuno.
©
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L'autore
Donatella Piras
Autrice metropolitana dai toni duri e taglienti, forti a volte spietati. Non è comunque raro seguirla in esplosioni emotive dalle note dolci che rasentano il classico. In ogni caso si tratta sempre di versi estemporanei e senza falsi pudori. Anzi, la sua è un’eterna lotta contro ipocrisie e luoghi comuni. Appas
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