Ombre sublimi

I tormenti degli amanti
sono gocce a cadere
languidi trasportati
in elevate spire
scrivono i loro nomi
nella rosa dei venti
e si consumano lenti
questi amori carbone
abbracciati come cere
di candele attorcigliate
fiamme danzano al vento
e piove dal cielo, il mare
E se poi questo vento
non fosse altro che l'alito
il sospiro di chi muore
e soffiasse per nutrire
i vagiti di chi nasce
di chi prende a respirare
nuove vite risorte
dopo il lungo declino...
spinta dal movimento
nuovo nettare, linfa
acqua per dissetare
fuoco per generare
terra per procreare
s'alza leggero un velo
su altre vite a venire...
e piove di stelle, il cielo.
©
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L'autore
Donatella Piras
Autrice metropolitana dai toni duri e taglienti, forti a volte spietati. Non è comunque raro seguirla in esplosioni emotive dalle note dolci che rasentano il classico. In ogni caso si tratta sempre di versi estemporanei e senza falsi pudori. Anzi, la sua è un’eterna lotta contro ipocrisie e luoghi comuni. Appas
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