Necessita veleno

Non ne conosci il peso,
nè la misura.
Del triste giogo, io porto il nome.
Mi guardi solo un poco imbarazzato,
neghi ogni gioia
e ciò che resta.
Il tuo coraggio non vale quanto il mio
e strusci il tuo fardello,
piombandolo nel cuore.
Eppure, del tuo veleno,
l'anima mia si nutre.
E' cibo che soddisfa l'etereo raffinato.
"E sì che affina ogni pensiero,
scintilla i lumi più lucenti,
rintocca nelle coclee addormentate,
meglio traspare agli occhi ogni candore"
A perdifiato modelli a piacimento,
mi ammiri soddisfatto
a tutto tondo.
E' già forma il tuo pensiero.
Anime rinchiuse uniche,
sembriamo tutte uguali.
Ma quel veleno e ciò che resta
distingue il cuore mio.
Non c'è illusione, è l'evidenza.
Non sarò tra le tante
se l'alma mia brilla
più affinata.
©
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Commenti (1)
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Giorgio Lavino27 giugno 2010
Chiusa molto bella, non da meno è l'intera poesia che produce non poche metafore e intense immagini.
