Vergine età

Finezza encausta quel mattino,
correva l'estasi dell'incontro.
Fu negletta colpa il gesto mio?
Agito il pensiero al sol ricordo.
Che resta del trastullo?
Dei canti stesi al sole,
e lodi sciolte in vento?
Vergine età, hai perso il senno.
Abbandoni del tempo savio
l'armatura?
E' facile illudere il mio sorriso,
basta un inchino, una rosa rosa
ed il gioco è fatto.
Fragile età, è cautero il tuo lamento.
Ti sostieni solo
con briciole d'amore.
Per te è gaudio il lampo di uno svago.
Appare e poi scompare
il volto dell'amore.
Si addice compostezza o meglio sobrietà.
Dimezza i tuoi sorrisi,
smorza gli sguardi audaci.
Ma quel cuor, chi lo comanda?
Esso è bricconcello per natura.
Sbuffa ad ogni regolio,
si eccita veemente fino allo scoppio.
Chi lo contiene
l'amore pazzerello, se non colui
che fanciulla il suo destino?
Meglio camminar scalzi
sull'erba nuda, che viver
in grigie scarpe fino alla morte.
Cuore mio, lo sai,
io ti attendo.
E cimerò per te le bionde trecce
sazia nel giorno in cui
vermiglia il vello
ubriaco e stanco per la satolla festa.
©
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