L'ultimo ballo della notte
Alza il volume!
Che sia musica,
la mia,
quella rotonda piena di pancia
e senza scorie.
Alza il volume
piccolo uomo di sola carne.
Non la senti nella gola, nel cuore
e nelle viscere più infime?
E' la mia musica
che spinge da dentro gli occhi.
Quella degli anni di seta e di rabbia,
di quando avevo una strega per amante
e un portafortuna a forma di pesce.
Lasciala andare quella musica!
Lasciala libera,
che mi avvolga di febbre,
che affiori il fango dal pozzo.
Voglio vedere il nero sotto le unghie di Dio.
Ho desideri di bene,
ho certezze di male
in questa splendida notte
dove le donne ridono sole
mentre i poliziotti spiano sotto le gonne
e il mio bicchiere è profondo.
Lasciala libera quella musica.
Ho chiuso in cantina le parole,
questa notte non m'importa della poesia,
dei poeti di tamarindo e di cherry,
dei poeti di laudano e stramonio.
A me la strada
e la pura violenza dei vinti.
Guardami il sudore, la sete e la sconfitta
e portami della musica,
della musica per parlare con Dio
con tutto il mio sangue nero e lucente,
con tutte le mie statue di sale,
con tutta la mia alta arroganza
e porta anche un altro bicchiere
per questa signora stretta di fianchi
che asciuga il fiato dentro la bocca.
Alza il volume piccolo uomo,
uccidimi tu
prima che lei mi inviti a ballare.
©
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L'autore
Floriano Fila
Il Nicaragua è terra di laghi, vulcani e poeti. Impossibile non sentire il bisogno di scrivere.
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