Non si chiude la porta
Non si chiude la porta,
troppo piena la stanza
d'angeli declassati e di libri pensati,
di morti irrequieti e di avanzi di tempo mai spesi.
A volte a forbice, a volte a coltello
ritaglio e spezzo quest'angoscia cinerea
urlo di ferita e di odio
mentre se ne stanno nella loro storia
gli oggetti
densi d'ombre lontane e abbandonati dalla materia.
Questa lenta deriva di distratta rassegnazione
diventata sostanza padrona
a gesti mi accompagna
e non c'è voce o magia
o incantesimo a dissolvenza virtuale
che la sbiadisca e la storpi.
Ogni notte mi incontro
a rimettere insieme mattoni e parole
di una facile finzione di vivere
imparata lungo la china degli anni
e costruita di misere astuzie ingombranti
che ora lasciano il passo impietrito
sul cammino sdraiato in discesa.
Non si chiude la porta,
anche il dolore spinge per entrare,
per lui troverò un posto sicuro
nell'anfratto più riposto e blasfemo della mente,
perché la tenga accesa, insonne e tenace alla vita.
©
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L'autore
Floriano Fila
Il Nicaragua è terra di laghi, vulcani e poeti. Impossibile non sentire il bisogno di scrivere.
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