Un soffio di parole
Mi è passata addosso a notte,
ferendomi quel tanto che basta
e liberando questo soffio di parole
da rincorrere per tutto il giorno.
Inerme bersaglio che ancora respira
confondo i tempi e le tracce
dei visi segnati da nomi dismessi
insieme all'idea del mondo pensato,
in quelle volte trasgredite al destino
e uniti nel fiato della stessa canzone.
Nessuna eco mi porta richiami
e nel pensile vuoto di finestra
si spegne e affonda il pensiero,
precario appello all'essere vivi.
Si allontana lo sguardo e scivola
sull'orizzonte ora guasto e spergiuro
promessa disattesa d'appuntamenti.
Anche oggi traccio un segno solitario
doloroso a sufficienza,
per ricordarmi di restare vivo
e stride l'inchiostro ancora bagnato
mentre straccio la pagina.
Non ci sono parole adatte aspettando
che tutto si ripeta anche domani,
in un altro soffio stentato
ambiguo e sfuggente di significato.
Non cerco il giornale.
Non ci sono lettere,
nemmeno le rondini sono tutte tornate.
Manca sempre un qualcosa
del quale ormai
ho scordato anche il nome.
©
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L'autore
Floriano Fila
Il Nicaragua è terra di laghi, vulcani e poeti. Impossibile non sentire il bisogno di scrivere.
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