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Natura 4 luglio 2010 · lettura 1 min · 2303 letture

La valle del fiume Trebbia (estate)

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Francesco Fabris Manini 341 poesie pubblicate
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Acque chiare e tranquille col bel volto di questa valle, dolce splendore nel caldo dell'estate, s'adorna il riposo dei doni della pace e attende ai sollievi tra il verde fogliame che all'ombra si offre. Qui tra rive e balze andavano i passi dei viandanti un tempo, scendevano dall'Appennino al mare e nel Borgo antico amavano sostare. Qui viandante ripercorro i passi, e sciolto lo sguardo allo splendore, ritrovo ombre diverse, belle e nuove, che lievi e amiche fanno riposare.
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Il Borgo antico è Bobbio, cittadina di origine alto- medioevale, nel cuore della Val Trebbia che collega la pianura padana da Piacenza a Genova attraverso l'Appennino. Nota l'Abbazia di San Colombano che ebbe sempre nell'alto medioevo un importante ruolo politico, religioso e culturale.

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L'autore
Francesco Fabris Manini

Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig

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Commenti (6)

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Silvia De Angelis4 luglio 2010

Dolce tornare indietro allo sguardo e sponteneità dei viandanti dell'epoca che posavano lieve passo... anche oggi chi passa in quel di Bobbio trapela felice espressività Piaciutissima lirica...

Moreno il Duca4 luglio 2010

un ritorno nei tempi antichi calpestando le emozioni e le orme dei viandanti molto piaciuta espressiva e coinvolgente

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Pp4 luglio 2010

Le poesie di questo autore, come quest'ultima sono una breve e lieve lettura che ti permette di estraniarti dal mondo, dalle disillusioni, grazie sempre. Ottima dal punto di vista strutturale, insomma vera poesia.

Danielinagranata4 luglio 2010

vera, essenziale... grande sensibilità si lascia leggere con un senso di tranquillità e di amore. Dolcissima

Clara Gismondi4 luglio 2010

Ritrovare i luoghi che si conoscono e riscoprirli ogni volta in sfumature diverse non significa soltanto che quei luoghi hanno ancora molto da dire e da far vedere e sentire ma anche che il nostr rapporto con loro cambia al cambiare delle stagioni della vita, la nostra ma anche la loro! Mi sembra di leggere una poesia che cerca una sorta di panismo... e la trovo incantevole!

Raggioluminoso6 luglio 2010

Una descrizione davvero incantevole, un ritratto di un paesaggio fra i più belli in cui l'occhio si perde nell'incanato dell'acqua che freme nel suo correre lieta coi gorgheggi che d'estate e con il verde fan da contorno a inebriar lo spirito e l'animo di una serenità particolare. Bello è ripercorrere le "vie" che si era soliti percorrere e trovare motivo di nuovo splendore. Una lirica splendida anche per stile e forma, che danno maggior risalto all'emozione espressa in questa meravigliosa poesia. Molto apprezzata!