Panni zuppi
Quando è in viaggio si sente.
Le sentinelle son deste;
la prima fiera urla come
la scimmia di Panama che
mette in fuga antilopi da linci.
Ah che brezza! Che goduria!
Si riempiono i balconi di vestaglie,
nudità, bigodini e innocenti manine.
Un brusio di formiche che
badano a sé, che riparano
le loro dimore.
Quelli che dormono, amano,
non sentono, sono ormai spacciati.
Panni zuppi, ammorbidente che svanisce
e lascia spazio ad acqua zolfosa,
primitiva.
Tornate al caldo e
lasciate che si sfoghi.
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Commenti (2)
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Salvatore Azzaro da Giarratana7 luglio 2010
...sento ancora il temporale. poesia bellissima... anzi di più. Benvenuto/a
a
australippo8 luglio 2010
penso che tutti noi siamo un po' come i panni zuppi, troppo pieni del quotidiano che spesso ci infradicia più di un temporale... ma non è bello bagnarsi la faccia sotto la pioggia e sentire la vita?
