Arati
Tra i fili di un nido scucito,
percosso dalla furia del vento,
scesero dolci falangi,
dita leggere, pazienti che ardevano in punta d'amore.
Con la costanza di una scrivano,
fra i dolci languori del primo tempo,
l'odore dei sementi, l'aspro del primo sudore,
il dolciastro dei primi battiti,
ricucirono piano lo strappo
dalle fondamenta agli ultimi fili.
Forse le zelanti tue dita ricucirono vena su vena,
squarcio su squarcio.
Forse potevo ansimare di vita, ancora.
Forse ancora.
...
insieme.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!