La mia notte: mare d'inchiostro nero
La mia notte: mare d'inchiostro nero,
si mischia al conosciuto anche il mistero.
La sofferenza scivola veloce
lungo pareti fradice e ammuffite.
La gioia scorre su volti stupiti
attraversando le rughe del tempo
che passa inesorabile.
I pagliacci fanno ridere le folle
a ritmo di giochi e capriole.
Nelle lande sconosciute
vecchi aliti di vento
bisbigliano alle foglie.
Intanto tutto passa come sempre:
inevitabile procedimento d'invecchiamento
cui nessuno può sottrarsi.
Il sole muore in un tramonto
così come il giorno muore in una notte.
Continuo a cercare disperato
il senso degli avvenimenti.
Ogni attimo consumato dalla vita
deve attraversarmi lo spirito
mutandosi in esperienza.
Sono come la nuvola sospesa:
cambio forma in base a quello che mi accade,
sì, ma senza tradir mai quello che sono.
La donna sfortunata
colpita da un fato inclemente
piange lacrime di crudo dolore
sulle strade in cui sono state versate
bottiglie di vino scadente.
Gli uomini avanzano nella tecnologia
cercando di dare forma al progresso.
Intanto tutto passa come sempre:
siamo come piccole parentesi
nel libro che segna le epoche.
L'ultima tirata di sigaretta
o darà più vita alla mia vita
o darà vita alla mia morte.
Mentre un poeta impreca
cercando di dar verso
alle ultime parole,
un vecchio amore sta finendo;
come il petalo di rosa vissuto
che dopo aver tanto brillato
si è staccato, è volato ed è caduto
sulle proprie spine logoranti.
La mia notte: mare d'inchiostro nero,
si mischia al conosciuto anche il mistero.
I pagliacci fanno ridere le folle
a ritmo di giochi e capriole
allontanando l'attenzione dei presenti
dagli impegni prioritari;
io vado senza rotte precise
fra le luci della sera,
illudendomi che il prossimo mattino
tardi qualche ora ad arrivare.
©
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L'autore
Giuseppe Morelli
Scrivere mi aiuta a mettere in chiaro me stesso, a risanare gli equilibri; è la dimensione congeniale in cui piace perdermi... per ritrovarmi.
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