L'attesa
Sento ancora quel profumo
come d'agro vociare in festa
sorprendermi d'improvviso
per condurmi nel luogo,
ai miei occhi incantato,
di tanti anni or sono.
I palazzi attraversano secoli
osservandoci crescere
per poi andarcene,
procreare altri fanciulli
dalla chioma d'oro.
E come il canto
dell'ingenuità festosa
s'anima la città
in un cerchio d'amore
fatto di gabbie da smontare.
Il sole va e viene
alternando riposo e lavoro
per scandire il battito dei cuori.
Milioni di parole
si perdono come bollicine
al contatto con l'aria.
E la festa stanca si ritira
ed il resto s'addormenta.
Mentre lui
nascosto agli occhi di chiunque
protetto dalla sua stessa natura
si prepara al mondo.
©
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Crima
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