Alle nostre madri
Le nostre madri
hanno un gran bisogno
di procurarsi
piaghe nell'anima.
Nascondono con dignità
angosce grandi e dense
come i colori del crepuscolo
invernale, dietro
l'ondeggiare delle meste
fronde degli alberi,
come una foresta
i loro sogni.
Le guardi per la prima volta
invecchiate, un giorno,
scoprendo tradimenti
sulle curve spalle
debolezze inconfessate.
E puoi vergognarti
o discioglierti, arreso
come una palla di neve
sul palmo della tua
stessa mano
e percependo appena
una trafittura fredda,
gocciolerà dalle dita
la fede nei tradimenti
futuri,
Ma è pur sempre possibile
per una madre
battere una volta le ali
come in sonno.
Può accadere.
Ma a nessuna
capita, più di una,
due volte
nella vita.
Le ali impiastrate
dal catrame del tempo
come pellicani rassegnati
alla marea nera
del Messico, o altrove
prima che sopraggiunga
liberatrice, la morte.
©
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L'autore
salvatore falcone
vivo a Messina.Ho studiato a Roma.Amo scrivere e confrontarmi con chi ha questa passione.
Commenti (1)
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Kiaraluna1 agosto 2010
Una donna quando diventa madre si trasforma in calamita... cercando di attrarre a sè ogni forma di dolore per avitarlo al figlio... anche se non sempre è giusto, perché un figlio deve sbagliare per poter essere... un uomo. Stupenda dedica, grazie.
