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Morte 3 agosto 2010 · lettura 1 min · 1089 letture

La morte ha l'asso

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Pencil 25 poesie pubblicate
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notte cupa di latitudini italiane lampioni intermittenti e mozziconi di sigarette sono rimasti a farti compagnia, in fondo al viale un ambulante africano dall'altra parte i miei ricordi cadono come sassi, non so da che parte andare qualcuno grida e si straccia le vesti "Dio è vivo prostratevi", una sparuta folla d'imprenditori entra nel viale delle voluttà penso di avere delle buone carte ma so che la morte ha l'asso il vento mi sospinge e fisso le mie carte. A sud la punta di un minareto a est alberi di natale di un occidente ubriaco, le dita mi s'intirizziscono le labbra secche e tremanti fa proprio freddo in questo mondo civilizzato, oltre la curva grida strazianti, esangue giace il corpo di un uomo di colore, in una lacerante progressione si avvicina la sirena ecco la morte ha giocato il suo asso un sorriso isterico mi si accende io ho ancora qualche ricordo, un cinque di fiori e una bottiglia di moscato per dimenticare.
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L'autore
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I tuoi capelli d'oro nessuno può toccare quanto t'amo io,non c'è nessuno ne in cielo ne in terra ne in mare. Mi chiamo Antonio,ho 31 anni e questi sono i primi versi della mia vita,li scrissi che avevo 12 anni,cominciai a interessarmi della poesia più o meno a quella età,affascinato dai testi dei Doors,cercai di

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