La morte ha l'asso
notte cupa
di latitudini italiane
lampioni intermittenti
e mozziconi di sigarette
sono rimasti a farti compagnia,
in fondo al viale un ambulante africano
dall'altra parte i miei ricordi
cadono come sassi,
non so da che parte andare
qualcuno grida e si straccia le vesti
"Dio è vivo prostratevi",
una sparuta folla d'imprenditori entra nel viale delle voluttà
penso di avere delle buone carte
ma so che la morte ha l'asso
il vento mi sospinge
e fisso le mie carte.
A sud la punta di un minareto
a est alberi di natale di un occidente ubriaco,
le dita mi s'intirizziscono
le labbra secche e tremanti
fa proprio freddo in questo mondo civilizzato,
oltre la curva
grida strazianti,
esangue giace il corpo di un uomo di colore,
in una lacerante progressione si avvicina la sirena
ecco la morte ha giocato il suo asso
un sorriso isterico mi si accende
io ho ancora qualche ricordo, un cinque di fiori e una bottiglia di moscato per dimenticare.
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L'autore
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I tuoi capelli d'oro nessuno può toccare quanto t'amo io,non c'è nessuno ne in cielo ne in terra ne in mare. Mi chiamo Antonio,ho 31 anni e questi sono i primi versi della mia vita,li scrissi che avevo 12 anni,cominciai a interessarmi della poesia più o meno a quella età,affascinato dai testi dei Doors,cercai di
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