Coincidenze
T'incontrai in giorni di canicola
febo frustava gli occhi
e tu fermavi la sua mano veemente
schemando la tua anima
Nel posto più improbabile
in cui mai t'avrei portata
mi trovasti distratto e spaesato
Il treno era gremito
e mi passasti accanto incurante
delle coincidenze
mentre io in un istante immoto
ricordai ogni parola
ogni preghiera
ogni singolo momento
in cui le mie ali
amarono le tue lande
senza mai giungere al porto sepolto
Poi la corda si tese
si strinse il cappio al collo
Allora invece il grano fu maturo
e ringraziai quasi inconsapevolmente
Ti chiamai dalla mia spada
e desti tregua senza troppa convinzione
Stemmo a vivere un po'
come ogni vita che par casuale
inghiottiti da sbuffi di metallo
risate anacronistiche
emozioni mutevoli
Quanto eri cambiata!
E per quanto picconassi
non salfii neppure la fierezza
a guardia dei tuoi anni
che scappavano dagli occhi
E lo ero anch'io
Scomodi ingranaggi
che non s'incastrano da un secolo
eppure agevolati dal mistero
d'un olio inafferrabile
che puliva la ruggine
e riempiva le crepe d'incompiuto
aperte dal terremoto del tempo
Ci lasciammo ancora
e io fui abbagliato da un sole spento
E un altro anno morì
Ora ti ritrovo e gli stessi grani
non combaciano ancora
eppure credo filino un po' meglio
Non conosco il tuo finale
e neppure il mio
ma molti deboli casi si temprano
in una forte certezza
E per questo sole irradia il mio sorriso
non passerò la vita
chiedendole di nuovo quale sia
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Commenti (1)
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Triste3 agosto 2010
"Eppure qualcosa era lì ad unire" affinità insospettabili fanno sì che un incontro resti sempre giovane... nonostante lo scorrere del tempo."Ci lasciammo ancora ed io fui abbagliato da un sole spento" un distacco inevitabile, ma buio come la notte, perché ...Lei era il Sole. Bellissima Poesia.
