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Amore 3 agosto 2010 · lettura 2 min · 3133 letture

Coincidenze

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Marcos D Ingaldi 58 poesie pubblicate
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T'incontrai in giorni di canicola febo frustava gli occhi e tu fermavi la sua mano veemente schemando la tua anima Nel posto più improbabile in cui mai t'avrei portata mi trovasti distratto e spaesato Il treno era gremito e mi passasti accanto incurante delle coincidenze mentre io in un istante immoto ricordai ogni parola ogni preghiera ogni singolo momento in cui le mie ali amarono le tue lande senza mai giungere al porto sepolto Poi la corda si tese si strinse il cappio al collo Allora invece il grano fu maturo e ringraziai quasi inconsapevolmente Ti chiamai dalla mia spada e desti tregua senza troppa convinzione Stemmo a vivere un po' come ogni vita che par casuale inghiottiti da sbuffi di metallo risate anacronistiche emozioni mutevoli Quanto eri cambiata! E per quanto picconassi non salfii neppure la fierezza a guardia dei tuoi anni che scappavano dagli occhi E lo ero anch'io Scomodi ingranaggi che non s'incastrano da un secolo eppure agevolati dal mistero d'un olio inafferrabile che puliva la ruggine e riempiva le crepe d'incompiuto aperte dal terremoto del tempo Ci lasciammo ancora e io fui abbagliato da un sole spento E un altro anno morì Ora ti ritrovo e gli stessi grani non combaciano ancora eppure credo filino un po' meglio Non conosco il tuo finale e neppure il mio ma molti deboli casi si temprano in una forte certezza E per questo sole irradia il mio sorriso non passerò la vita chiedendole di nuovo quale sia
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Marcos D Ingaldi
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Commenti (1)

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Triste3 agosto 2010

"Eppure qualcosa era lì ad unire" affinità insospettabili fanno sì che un incontro resti sempre giovane... nonostante lo scorrere del tempo."Ci lasciammo ancora ed io fui abbagliato da un sole spento" un distacco inevitabile, ma buio come la notte, perché ...Lei era il Sole. Bellissima Poesia.