La Visita...
Nella piana un cielo terso cade
sull'erba del prato fra muri bianchi
battuti dal sole caldo d'estate.
Il silenzio del ventre della terra
abbraccia labili segni di umani:
terra mossa, croci di legno e foto
appese, bocche stirate, occhi stupiti
guardano assenti giù dalle lapidi;
canta felice, sento, un fringuello
sui castagni viluppati di verde
nel prato di fuori, e qualche cicala
frinisce impaziente, un poco sta cheta,
attende e rilancia richiami.
La piccola chiesa a capanna adombra
devoti scampati all' antica peste,
che giacciono cheti al suo fianco.
Sono passato a trovarti, uomo,
sepolto in un angolo spoglio
di quel riquadro di terra sfiorito;
sono venuto, solo, per vedere
come il tempo divora la vita.
Le colline d'intorno hanno visto
passare le legioni romane
alla conquista di terre lontane,
da lontano son giunti gli Etruschi
misteriosi, qui misti coi Celti,
e i Longobardi di alta statura.
Ogni vivente è scomparso
rapido come saetta: il fringuello
non canterà già la prossima estate
stasera più non frinirà la cicala,
e noi... si sente... nel tranquillo silenzio
danzano, quasi riti orfici, le ore
e fuggono e cadono fuori dal mondo...
A chi ha perduto le chiavi del tempo,
addio! che viva la vita!
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L'autore
Carlo Digiovanni
Sono nato in provincia di Bologna l'11 aprile del 1944, dopo il liceo classico ho preso un diploma in filosofia e un diploma di abilitazione magistrale; mi sono iscritto all’Università ma non sono riuscito a laurearmi per mancanza di tempo e di soldi. Sono sposato, ho due figli. Per il Comune di Castiglione dei Pepoli,
Commenti (1)
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Totto5 luglio 2006
bellissima poesia... da leggere con attenzione... fa riflettere.