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Spirituali 9 agosto 2010 · lettura 1 min · 2275 letture

Cantico al Nulla

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Francesco Fabris Manini 341 poesie pubblicate
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Tornerò a te, cessato il ciclo di una vita, dal vagito d'una promessa che ritorna delusa e smarrita, lasciata per via ogni speranza che qualcosa t'accompagni, che ci sia. Tornerò a te e prima brucerò gli allori col fuoco dei ciclopi in antri pietosi che nascondono l'illusione dei cieli e delle stelle, beffardi orizzonti dell'eterno e d'infinito. Naufragano pantani negli oceani, solenni e assurdi che chiamiamo col nome degli dei. Muore l'amore che nasce per la paura d'esistere da soli. Sepelliamo i morti con le lacrime oscure dei nostri destini. Ascoltiamo la musica e i canti che nascono nell'umiltà della fatica e la poesia che ci consola. Avviati senza ribellione all'ora senza tempo che ci attende.
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Cantico al Nulla20 maggio 2011
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L'autore
Francesco Fabris Manini

Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig

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Commenti (3)

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Kiaraluna9 agosto 2010

"Muore l'amore che nasce per la paura di esistere da soli"...passaggio di questa magnifica poesia che mi ha colpito. Credo sia così...l'amore è la necessità di un filo che ci tiene legati agli altri.

Silvia De Angelis9 agosto 2010

Malinconici versi posati quasi sull'inutilità di amare, che infine, sempre riserva disillusioni ed amarezze. Decade quella voglia insita in ognuno di creare un filo, una congiunzione con un altro essere che impedisca l'insorgere di una straziante solitudine... ma infine è quel che resta d'un sentimento... Così ho sentito questi versi. Lirica molto apprezzata

Raggioluminoso9 agosto 2010

Una lirica che ha una intensità di pensiero incredibile ed è quanto di più riflessivo e reale abbia mai potuto leggere in riferimento ad un sentire spirituale che è permeato di cultura eccelsa. In essa l'autore prende in considerazione la celebrazione di contenuti "universali". Versi che elevano questa magistrale poesia alla "grandezza dell'immensità" ove ogni verso è un condensato sintetico dell'agire umano in funzione di un sentire "alto e altro". Essa è seme e succo di spiritualità intrisa di astrazione di pensiero: una lirica che abbaglia fra le nozioni di percezione e sensazione oltre confini inimmaginabili. Un "Cantico al Nulla" in cui tutto prende forma per una "realtà" inconfutabilmente universale. LIRICA SUPERLATIVA!