Lo strazio di una candela
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in toni diversi, ma incredibilmente adatti, mi hai fotografato. non si può vivere, e nemmeno morire. i sensi di colpa, le cose inespresse, ci tormentano come fantasmi e non possiamo nemmeno ucciderli, sono già morti.
Uno stato d'animo particolarmente angosciato... un'esistenza vuota che aspetta solo la fine consumandosi lentamente, come una candela. Non c'è via d'uscita, è come trovarsi in un tunnel senza poter andare avanti, né tornare indietro. Metafore molto pertinenti, rendono benissimo questo stato d'animo.
"Sono una lapide senza un nome e senza una data" il massimo dell'angoscia. Ci sono momenti difficili da attraversare e tutto sembra più nero del nero... ma anche in queste situazioni è necessario saper scorgere un filo di luce... un barlume di speranza. Intensa, triste poesia.
Sono senza parole per questa lirica di elevato contenuto... Vrsi ricchi di controseni per una vita che si vive, ma stenta a viversi veramente quel che accade è solo intorno, il buio dell'anima ne rimane scostante... Non sapere nemmeno chi si è per una lapide senza nome, per un vissuto sepolto in noi, di tanti tentativi non andati a fine, e rimangono come anime senza riposo libere di tormentarci... E com'è difficile vivere come una candela? Che si consuma lenta, forse da luce agli altri, ma a noi restano le lacrime della cera che si scioglie... Magnifica la conservo nel mio scrigno! Grazie di cuore!
i tanti "me" che sono dentro di noi... "uno nessuno e centomila" spettri... maschere per sopravvivere... fantasmi, i fantasmi di "noi stessi" che si cibano di noi... tutto tra le tombe del nostro cuore. ...lapidi senza identità, anime senza pace, silenzi urlanti... lì sepolti pronti a uscire come zombie... e senza aldilà di speranze. bella




