Cœurs de rubis
Jeannine Gérard
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+ Segui

Pour oublier l'insondable tristesse
que le destin inflige,
beaucoup de cœurs tels des rubis,
se sauvegardent dans un écrin de cristal
croyant oublier leur passé.
Mais à l'affût,
l'image d'un lointain vécu
retourne toujours à leur mémoire.
Illustres,
les souvenirs à un à un
défilent.
Les affections d'un temps?
Éphémères!
Fous de rage ils se libèrent,
tant leur palpitation chevauche,
brisant l'écrin qui les protège.
Ils voudraient aimer encore.
Mais lentement ils se fêlent
en revoyant les lieux
où chaque coin,
raconte leur légende.
Meurtris,
ils ne résistent plus
et se brisent en mille petits lambeaux,
laissant couler le sang vif,
à flots.
Chaque goûte
a la saveur de la douleur.
Recueillir les morceaux d'une vie brisée?
Chimère!
Il ne leur reste qu'en regarder les ruines,
se résigner et se blottir encore une fois
dans l'écrin de cristal qui les protège.
Ô précieuses gemmes
tourmentées par les regrets,
est- ce juste que vous puisiez
toujours dans le passé?
.
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.
Cuori di rubino
.
Per dimenticare l'insondabile tristezza
che il destino infligge
molti cuori tal dei rubini,
si salvaguardano in uno scrigno di cristallo
credendo di dimenticare il passato.
Ma all'agguato,
l'immagine d'un lontano vissuto
ritorna sempre alla loro memoria.
Illustri,
i ricordi defilano
a uno a uno,
gli affetti d'un tempo?
Effimeri!
Impazziti dalla rabbia si liberano,
tanta la palpitazione cavalca,
sbriciolando lo scrigno che li protegge.
Vorrebbero amare ancora.
Ma lentamente s'incrinano
guardando questi luoghi
dove ogni angolo,
ricorda l'essere stato.
Mortificati,
non resistono più,
si spezzano in mille brandelli,
lasciando scorrere il loro sangue vivo,
a flotti.
Ogni goccia,
ha il sapore del dolore.
Raccogliere i pezzi d'una vita spezzata?
Chimera!
Non le restano che guardare le rovine,
rassegnarsi e rannicchiarsi di nuovo
nello scrigno che le protegge.
Oh préziose gemme
tormentate dai rimpianti,
è giusto che attingiate
sempre nel passato?
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L'autore
Jeannine Gérard
Commenti (1)
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Nemesis Marina Perozzi10 agosto 2010
Versi laceranti, che ancora sanguinano, ma che, con una lucidità chirurgica, vivisezionano il tormento di un cuore che continua a riaprire lo scrigno del passato. Meglio sarebbe seppellirlo in fondo al mare, buttando via la chiave, ma lo sappiamo bene che non è possibile... Allora dovremmo trovare un compromesso... Ma non so ancora quale...

