Quel volto
Gesuino Curreli
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Quel volto che neanche ricordo,
il cipresso, la chiesa,
la roccia, i sassi immutati
davanti all'ingresso,
...l'ingresso, la soglia, il muretto
di trachite amaranto,
tra la ruggine e il rosso,
della cava sul colle, a ridosso
del pozzo che portava in miniera.
La porta davanti a quel tratto
rimasto com'era, scomposto,
e lì, io stavo a guardare, in attesa
di porgerle pagine di fotoromanzi
e mimare il senso di quanto avrei voluto
cantare, per bella com'era.
Il nome, rammento il nome,
ma non lo svelo per immutato pudore,
il vestitino elegante che sbirciavo
dal fondo della navata,
(era un anonimo androne)
per potermi sedere la suo fianco.
Lei non si accorgeva,
non mi vedeva nemmanco.
Si, la porta era quella...
e leggo sul campanello un cognome,
chissà, ma rimane chimera .
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (3)
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Siddharta Giorgio Raco11 agosto 2010
Mi si è spento quasi il cuore... Mi hai fatto "navigare"nei luoghi della mia infanzia mentre i brividi scorrevano lungo la schiena. Grandissimo!
Perlanera11 agosto 2010
Delizioso il ricordo di un amore fanciullesco, forse il primo, e la particolareggiata descrizione del panorama di controrno. Incantevole, come tutte le tue Poesie. Un ca. ro sa. lu. to!
mario calzolaro12 agosto 2010
la dolcezza d'un amore infantile si fa tenero, struggente ricordo per i versi del Poeta, uomo maturo i battiti del cui cuore sono rimasti intatti e dal tempo intangibili.



