Africa
Diamante frantumato
nell'impolverita strada d'un secolo
ricco di potenza, ricco di luce,
madre profanata da figli ingrati
ubriachi d'effimeri piaceri.
Flaccidi ammiragli che provengono dal mare
e signori della morte
hanno strappato le tue vesti,
bevuto il tuo vino,
rubato il tuo sole,
si crogiolano in immonde gozzoviglie
e in false apologie sulla pace,
non sentono il primordiale tuo battito
il rullo dei tuoi tamburi,
saccenti non allentano le loro cravatte
nemmeno davanti al caviale.
Ma inespugnabile dignità freme nel tuo ventre
pregno di latte e ancora il tuo seno,
non possono scalfirti con i loro aerei,
con i loro segreti militari,
con i loro boonker e le loro conspirazioni,
perché sei terra di verità
che nasce e muore,
nell'inesorabile legge del tempo.
©
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L'autore
Pencil
I tuoi capelli d'oro nessuno può toccare quanto t'amo io,non c'è nessuno ne in cielo ne in terra ne in mare. Mi chiamo Antonio,ho 31 anni e questi sono i primi versi della mia vita,li scrissi che avevo 12 anni,cominciai a interessarmi della poesia più o meno a quella età,affascinato dai testi dei Doors,cercai di
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