Avrò ristoro dalle mie canzoni?
Gesuino Curreli
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Avrò ristoro dalle mie canzoni
in questa estate orrenda,
morsa dal fuoco e pianta da alluvioni,
mentre vago nel buio di emozioni
cercando al forte dubbio uno spiraglio?
Dove mai nacque il seme,
del senno e del talento il primo lume,
che non si arrese mai
agli strali di eventi furibondi,
né tremebondo mai si intimidì
ai minacciosi riverberi dei tuoni?
Il senso del patire, ed il mistero
che a tanta umanità spegne il domani
e a tanta altra e di più nega illusioni,
perfino la speranza delle mani?
Soccombo alle ragioni,
col fragile e stonato mio stornello,
all'urto del rimbombo
di tanto strazio e perfido flagello,
che mai compenserò di nulla,
in questa estate brulla,
nella quale dimeno il mio cantare.
Cicala è la mia voce, nell'immane
dolore che non spiego,
e allora taccio, per pudore, e prego...
però mi accorgo che non so pregare!
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (3)
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A
Annysea16 agosto 2010
Pur se il tuo canto non muta le stagioni e non irriga i campi minati dalla tisi, tu, ugualmente, scrivi!
mario calzolaro16 agosto 2010
...una chiusura che, di per sè,sola è mondo di suggestioni. Una poesia vibrante di sentimento ...riflessioni profonde... da meditare.
Perlanera16 agosto 2010
Continua a poetare, qualcuno crescerà all'ombra delle tue parole. Bellissima Poesia, un dolore tangibile. Un ca. ro sa. lu. to!


