Ho murato la porta di casa
Il sole d'Ottobre si ostina
a sposare le foglie all'autunno,
dentro la lingua del vento,
che sa di pura follia
e lascia odore di ferro nell'aria.
Accendo il camino
sulla cenere vecchia
di un fuoco passato
nei giorni del tuo essere donna.
Mi dicono che ora sorridi agli incontri
e hai solo un po' d'amaro
ritagliato negli occhi.
Io ho murato la porta di casa
e mi parlo delle strade che vanno
verso le occasioni fallite,
tentando di non averti mai incontrata,
poi avvicino, alla fiamma che balla da sola,
oggetti fedeli smagriti dal freddo
e li abbandono a scintille feroci
ascoltando il desiderio svelato,
nell'ultima volta dei loro segreti.
Anche i fiori raccolti d'estate
sono spenti di luce e colore,
bruciano bene nel fuoco,
brucia tutta l'estate
insieme al tuo sguardo amaranto,
insieme alla mia linea di mano interrotta
mentre ancora tento
di negare tempo alla morte,
gettando alle fiamme
il deserto di questa poesia
che mai leggerai.
©
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L'autore
Floriano Fila
Il Nicaragua è terra di laghi, vulcani e poeti. Impossibile non sentire il bisogno di scrivere.
Commenti (1)
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Amara18 agosto 2010
...emozioni malinconiche e forti... palpabili... in una forma che ammiro... bella...
