Benedetta
Piccola
ti scoppian tra le dita
e si confondon con le risa
nella la bruma i tuoi trent'anni
eppure aneli ciò che fuggi
e in lontananza osservi
Poco è cambiato il vento
del tuo sguardo fiero
tira solo altrove e ovunque
da che gli occhi intimiditi
concedevano il permesso
d'immortalare la tua infanzia
su una liscia pergamena
tranne che dal tuo sorriso
Ora corri e lungo le gote
le lacrime seccano invano
e il mondo s'attorciglia
e smarrisci la tua rotta
ad altro costretta
dal cordon del vecchio
ventre in cui t'indugi
e col quale strozzi l'avvenire
Talvolta però
t'alzi e t'avanzi sulla passerella
che conduce al trono d'un dì perfetto
Regali sorrisi d'intorno
e sicura reggi le redini della terra
In quei giorni senza tempo
non possiamo che ammirarti
e constatare il divino e riverirlo
fino allo sparir della tua grazia
mentre in cerca di una stella
a cui chiedere un desiderio
t'imbatti in una pozza
e ti tuffi nella luna
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