Giorno di pioggia
Fuori piove a dirotto.
Milioni di gocce trasparenti
cadono e si infrangono ovunque
andando a toccare
ogni semplice o complessa realtà
esterna agli edifici coperti.
L'erba dei giardini si fa melma,
i bar si affollano di bisbigli
e l'acqua scivola via
ignara di qualsiasi triste o lieto evento.
L'uomo della strada
si fa tutt'uno con i ponti
e stormi di uccelli indefiniti
fuggono nell'aria al di sopra dei tetti.
Nel traffico annacquato
tergicristalli imbizzarriti
muovendo braccia meccaniche
creano danze furibonde
di ferraglie impazzite.
Mentre la signora dalle ricche vesti
non riconosce più
la propria immagine
riflessa nella pozza della via
e resa deforme dalla pioggia,
l'uomo della strada di poc'anzi
in quel riflesso ci si ritrova subito.
C'è un giovane ragazzo
chiuso dentro a un'aula magna
che si concentra a fare i conti con la vita...
schiave dell'eternità
le ore si rincorrono frenetiche;
schiavo delle ore
io mi muovo saltellando
sotto a questo cielo grigio
e fra le raffiche del vento,
perso dentro al bisogno
di fare qualcosa di sensato.
Contemporaneamente
tutto intorno prosegue come prima
o diversamente,
semplicemente
o indifferentemente.
©
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L'autore
Giuseppe Morelli
Scrivere mi aiuta a mettere in chiaro me stesso, a risanare gli equilibri; è la dimensione congeniale in cui piace perdermi... per ritrovarmi.
Commenti (2)
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simona novacco21 agosto 2010
mi piace... mi piacciono le poesie fatte di parole comuni... che si prestano alla lettura ad alta voce in un qualsiasi luogo e momento... a presto.
Stefania Bucari21 agosto 2010
il suono della pioggia quando cade... è bellissimo... io l'ascolto sempre! La tua Poesia è meravigliosamente bella... è magia... è una goccia di pioggia che parla grazie a te... STUPENDA!

