Voglio ammaliare il tempo
Voglio ammaliare il tempo
come fosse un uomo, il mio
che sa legarmi stretta,
agli angoli di un'ora, l'ultima.
Col fiato caldo sul suo collo
sul corpo che rammento, ancora adesso,
di stille di saliva nuova
e poi depositare sul suo cuore,
il mio fonema antico, sillabe d'amore.
Voglio attraversare un'anima
bagnarmi dell'eterea sua materia
farne un abito di trasparenze,
sul finire di un tramonto incandescente.
Raccolgo gocce di sudore,
di un'estate che volge e muore
sulle onde sempre più spumose,
adagiate come sirene sensuali.
Sento le mani colme di solitudine
coppe vuote di nutrimento e sete,
dove poggio l'apparente vita
sempre in fuga,
come ibrida falena.
©
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L'autore
Manuela Magi
Amo tutto ciò che mi permette di sognare e sogno tutto quello che mi permette di amare. Leggo spesso Neruda e in particolare un poeta sconosciuto che ha scavato nella mia anima fino a trovarne il nucleo dove erano sopite le mie emozioni. Muore la parola appena è pronunciata: così qualcuno dice. Io invece d
Commenti (1)
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cristina biga20 agosto 2010
Una lirica molto intensa, un amore desiderato, voluto profondamente, che l'autrice sente sfuggire come il sudore dalla pelle, come una falena notturna, bello stile... complimenti piaciuta un abbraccio...