Gloria
Bottone di rosa che attizzi
i carboni sorridenti dell'illusione
e le braci che fecero incarnare
questo fascio pigro di nervi,
tu scendi in basso, portato
da un fulmine d'oro fulgente
Tu torni in alto,
scortato da femminei squilli di tromba,
ed io comprendo che il mio linguaggio
è miseria ed impotenza,
che l'asola dei miei pensieri vanitosi
fu la tomba del dire,
autistica conchiglia specchiante
un volto di Gloria
Gloria sperata e mancata,
mi cingo d'alloro e scendo
nell'acqua opaca del rigagnolo domestico
Credendolo un Nilo o un Danubio
Taccio svuotato, muto come pesce
agganciato da un amo di tenebra,
da un nastro sbiadito d'adolescenti memorie
– quello della mia mezzaluna di Gloria
E salgo su scale di stucco
per scrutare la Gloria dall'alto,
trainato da programma robotico
che più non comprendo, verso quei due metri quadri
di spazio del mio appartamento.
©
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L'autore
Pan23
Credo nella forza e nel valore dell'Individuo, unico nella sua autodeterminazione. Io sono Colui che è. Un Individuo, non una categoria. Sono Legge e Stato di Me Stesso.
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