Dalle palpebre chiuse
Gesuino Curreli
1281 poesie pubblicate
+ Segui
Dalle palpebre chiuse il sole azzurro
ho il visto e il cielo d'oro dell'estate,
arreso sugli scogli alle salate
bordate d'onde fresche come foglie.
Sui ciottoli la cresta che s'infrange
del mare e poi converte lo smeraldo
in bianchi spruzzi come pizzi al vaglio
di mani esperte ricamanti un sogno.
E, passo passo, mi abbandono ad esso
sciolto al barbaglio limpido del giorno
...ecco, vorrei dirvi... ma non posso
quanto si sogni nel mio vago sogno...
Spenta ogni voce, confusa con altre,
un treno limpido attraversa il cielo
e io lo seguo come uno sparviero
saltando ogni confine a mezzogiorno
poi vira e sceglie rotte incontrollate
verso il nadir, supremo re di spazi.
Quanto si sogni è chiuso nel mistero
dell'iride impedita a forti sprazzi
dalla palpebra chiusa e offerta al sole,
come voce che affranca e che trascina
dentro spirali di albe diamantine
e convertono buie inconsce spine
nel fiore che ogni giorno a noi si inchina.
E sogno nel mio ruvido silenzio
tra i baci caldi che regala l'ora, sfatto,
ibrido corpo, tra girino e spora,
antico come ruga sugli scogli.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (3)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Perlanera22 agosto 2010
Maestro, il tuo "ruvido silenzio" è incredibilmente, meravigliosamente bello da ascoltare...
Antonella Modaffari Bartoli22 agosto 2010
Una poesia che incanta per la musicalità e la scorrevolezza dei versi. Complimenti.
Danilo Carli Stranich25 agosto 2010
condivido appieno la sensorialità introspettiva dei tuoi versi, che partono dalla natura ed arrivano al nucleo primordiale del tuo interiore setire.



