Un filo d'incenso
C'è un filo d'incenso nella stanza,
appoggiato sulle spalle dell'aria.
Un esoterico abbraccio
stretto di magici nodi,
che costringono l'anima degli oggetti
a scavare la materia, a sfiorare la luce
in un serpentino vortice ansioso.
Irrompe, rimbalza e si posa
il fantasma di una speranza allo sbando
sulle ali di carta di un biglietto d'aereo partito
e il suo ricordo smagliato
ha il viso del mio nome lanciato a sasso
verso il centro immaginato del male.
Scendono corvi maligni e grifagni
tingendo di nero l'oro rubato
e togliendo al dolore fiato e colore.
Non basta barricarsi nel letto
e distruggere ogni luce superstite,
nessuno verrà ad offrire una tregua
né profeta, né mago, né amante pentita
e pensare che basterebbe solo una scopa gentile
a raccogliere quello che di rotto
senza forma, né vita rimane.
In piedi allineate le ore della notte
sono pronte per l'appello e la conta.
Ho ingoiato il mio soldo portafortuna
tendendo un'esca a farfalla
per catturare la diserzione dei sogni,
mentre nella stanza continua a serpeggiare
quel filo minaccioso d'incenso,
appoggiato e pesante sulle spalle dell'aria.
©
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L'autore
Floriano Fila
Il Nicaragua è terra di laghi, vulcani e poeti. Impossibile non sentire il bisogno di scrivere.
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