Divago
Correggo il mio inviso pensiero
togliendo toppe erroneamente posate,
con gesti di lussuriosi attimi.
Divago, mi sorprendo ancora,
nell'estasi che giunge ovattata
come una nebbia agli irti colli, antica.
Contemplo con ammirazione i giorni
che di coraggio veste il mio tempo,
statico marasma intrappolato, dentro,
quando brandisce rumoroso ogni richiamo.
Rispondo controvento e silenziosa
alla spirale di nube che galleggia,
al centro di un cielo che ci appartiene
segreta alcova d'insonnia conturbante.
L'attesa aurora, arranca sulla notte,
deflorando il velo di mestizia
tenue sigillo a intrappolare il sogno
di te, di me,
viandanti senza meta e senza approdo.
©
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L'autore
Manuela Magi
Amo tutto ciò che mi permette di sognare e sogno tutto quello che mi permette di amare. Leggo spesso Neruda e in particolare un poeta sconosciuto che ha scavato nella mia anima fino a trovarne il nucleo dove erano sopite le mie emozioni. Muore la parola appena è pronunciata: così qualcuno dice. Io invece d
Commenti (2)
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P
Pp29 agosto 2010
Un'autrice che ammiro da molto, leggerla è sempre un piacere poetico. Introspezione magistrale!
c
cristina biga30 agosto 2010
Condivido la particolarità di questa poesia, bella come sempre ma con qualcosa in più... brava brava brava...