Terreno
L'uccello volò via attraverso la forca
serpentina della caducità,
e la dissoluzione si sonorizzò
in una "A" di sollievo
Uomini come sigilli
di pietra edificarono
un monumento a forma d'uovo,
come ode babelica
all'alfabeto delle vanità
Terreno divengo, e mi muovo sopra il Terreno
attraverso antenne contorte e curve
che sanno di gelsomino e cioccolata,
diretto verso l'azzurro sicuro
d'un canopo di cadaveriche beltà
Attraversai indenne, un tempo,
i giorni della merla sotto il Terreno oscuro
È attraverso il gelo di centomila inverni
che diventò maturo il frumento
della mia mente vuota,
vuota e sorridente
Nell'orgasmo radicale e ripiegato
del Terreno
Terreno, divengo un sigillo
di roccia palpitante,
per calarmi – macchiato di cerulo inchiostro –
dentro il seno tranquillo del mare tempestoso.
©
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L'autore
Pan23
Credo nella forza e nel valore dell'Individuo, unico nella sua autodeterminazione. Io sono Colui che è. Un Individuo, non una categoria. Sono Legge e Stato di Me Stesso.
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