Angeli sprovveduti

Tanto facile ferire un poeta
Quanto duro è ucciderne verso
Non si può domare il verbo
Né sedarne il pensiero
Perché è amor che scrive
Nel rosso dei papaveri
degli Angeli che si elevano
Dal sangue dei soldati
Che non si sono difesi
Per non far male al nemico
...e poi sarà silenzio.
Sorriderai al pensiero
di avermi già ingannato
ingenue essenze, e slanci
ma al mio ricordo il cuore
sobbalzerà in rimorso
per me, caduta a terra
stretta nelle bugie
che mi hanno stordita
piegata e ricacciata
...dove tutto è silenzio
E ti batte nella testa
indelebile e distratta
la martellante traccia
del mio sguardo innocente
perché ci avevo creduto
per il mio cuore stupito...
lui che ora è fuggito
Angelo sprovveduto
che si fidava di te,
che l'hai tradito.
©
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L'autore
Donatella Piras
Autrice metropolitana dai toni duri e taglienti, forti a volte spietati. Non è comunque raro seguirla in esplosioni emotive dalle note dolci che rasentano il classico. In ogni caso si tratta sempre di versi estemporanei e senza falsi pudori. Anzi, la sua è un’eterna lotta contro ipocrisie e luoghi comuni. Appas
Commenti (1)
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Enio Orsuni30 agosto 2010
notevole apertura continuando nel dolore e sfiducia che sfocia in una chiusura tristissima. ma pur sempre una poe da fiocco per non dimenticarla. e la segnalo pure...
