Unione carnale tra due mondi
La morte venne a farmi visita senza preavviso
in una fredda sera d'inverno a metà
senza rumore e con leggiadria infantile
si impossessò del mio cuore infranto
Sprofondato in grembo ad una stanca poltrona
ascoltavo il ticchettio perverso dell'orologio
a scandire ogni attimo del fuggiasco tempo
che separava me dal fatal incontro
Non possedeva chiave eppure entrò dalla mia porta
senza bussare non facendosi attendere
e fu il secco suono di una lama cozzante contro il legno
con cui si presentò a me l'immortale ghigliottina
Poi fu solo il silenzio assoluto in un bianco aureggiare
ed io nudo, nudo tra le sue gelide braccia
che mi cullavano incessantemente con dolcezza
e mi carezzavano i folti scuri capelli
Mi voltai, e la vidi, vidi i suoi occhi acquosi
e i suoi biondi capelli cadenti su quei seni
che per un solo istante mi ridiedero la vita
così vicini al mio naso, così vicini al mio cuore
Un attimo solo per sentirmi parte integrante di lei
chinò la sua testa, le sue labbra contro le mie
il calore della infernale passione paradisiaca in me
mi spinse in un gesto avventato a posare le mani sulle sue gambe
Si aprì a me, lasciandomi entrare, come lei entrò in me
una piacevole sorpresa, quanto piacevole fu la nostra unione
di spiriti immortali condannati alla più dolce delle pene
Divenni ghiaccio fra le fiamme, mi sciolsi in lei
sentendo i suoi ultimi gemiti di piacere nella mia mente
Con l'ultimo sforzo concessomi dalla sua bontà raggiunsi il cuore
E li, in quel palpitare continuo, quietamente, finalmente, giacqui
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!