Hai fatto
Come la primavera,
hai scoperto germogli fertili,
e fiorito alberi spogli.
Come d'estate,
di dolci frutti hai riempito i cesti vuoti,
di code di stelle hai coltivato
i campi dei desideri che,
miscredente,
stentavo a esprimere.
Come l'autunno fa con le foglie,
mi hai insegnato a non temere la caduta
ma nel tango in cui hai stretto le mie voglie
m'hai ammaestrata a godere della danza.
Come l'inverno,
muto solo agli stolti,
educhi di coraggio i sensi
perché io possa ascoltarne i silenzi.
E ora che credo
nei fiori che non vedo,
ti fai genitore di una nuova primavera.
E puoi essere ancora tutto,
il fiore e il frutto,
il vino e il contadino.
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