Era, ed è
era
su questo letto
un po' ingenuo e curioso
ed è finito
in macchina
ubriaco e malconcio
era in tv
ed è finito
schiacciato
da qualche bel culo
e un paio di tette
era nei cioccolatini o nei libri
ed è finito
a pagamento
sulle strade di una città morta
era sulla bocca di tutti
ed è finito
nella passera di tutte
era ancora vivo
fino a poco tempo fa'
ed è morto
assiderato
torturato
da cuori senza spazio e religione
era nelle canzoni
e lì forse ce n'è ancora un po'
ma è acido
e scaduto
e ripetitivo
era nella testa
e nell'anima
di tutti noi
ed è finito
dimenticato
dietro birre e cocktail d'ogni tipo
l'amore era qui
lo si sentiva
lo si vedeva e odorava
ma ora è morto
con l'estate
con Nicola
con un ventenne ubriaco
che scrive
parole senza senso
alle 3
di notte.
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L'autore
Fabrizio Rizzi
"Questa è la tua presentazione ai lettori, si raccomanda modestia e sintesi!". D'accordo: vivo a Taranto, ho 20 anni, scrivo poesie da quando ne avevo 12, ho affrontato la malattia, mi sono innamorato, ho tradito, amo la birra, amo Bukowski, amo il sorriso. Dimenticavo: faccio a pugni ogni giorno con la vita.
Commenti (2)
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Splendido Leotta Michele3 settembre 2010
forse l'imput del dolce sta che di fatto ha vissuto la sua vita... e nel dire del poeta la trovo ed è poesia stupenda... complimenti e abbraccio
In Venere veritas5 settembre 2010
quando sono arrivata ad amore, mi si è stretto il cuore. superficiali e soli, questa umanità nuova, non ha scampo. veloce come un sms, senza punteggiatura, perfetta.

