Delirium

Voglio privarmi del sonno
per ravvivare la tua assenza,
col caldo tuo nome sulle labbra
cedere poi all'oblio del sogno.
Vieni, mia delizia, corriamo
sfiancati e felici
come due puledri bradi
nelle libere lande del cuore.
La mia anima sarà la tenda
nel deserto, per custodire
l'arca della nostra alleanza.
Sarò il custode del tuo fertile
giardino, vegliando e attendendo
i preziosi fiori e frutti.
Cercherò tra vallate e montagne
un tempio immenso e vuoto
per riempirlo solo della tua luce.
E passerò a piedi scalzi
sulle spine delle incomprensioni
per riabbracciarti ogni volta.
Canterò la gioia di essere noi,
tu in me ed io in te,
portando in silenzio la pena
della nostra fragilità
e della mia impotenza
di poterti ogni giorno perdere.
Nell'incognita del domani,
nell'impetuoso fluire del tempo
non ci è dato sapere
quale sarà la mano
a perder prima la presa
nell'inseparabile stretta
che ora ci unisce.
Ma chi è rapito dall'Amore
implori anche per l'amato
di ritrovarsi a breve
tra i sentieri profumati
ove ogni fiore porta
sui petali il tuo nome.
©
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L'autore
salvatore falcone
vivo a Messina.Ho studiato a Roma.Amo scrivere e confrontarmi con chi ha questa passione.
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